Insieme capitolo 2
Armonie interne e armonie esterneLe proposte pratiche relative al secondo capitolo seguono le definizioni di armonie interne e di armonie esterne. Per le armonie interne sono citati alcuni link al web con esempi di lezioni pratiche relative alla respirazione, alla postura, alla percezione di sé e alla competenza vocale; sono brevi “pillole di conoscenza” con alcuni esempi pratici che potranno eventualmente essere approfonditi. Sempre riguardo alle armonie interne ho deciso di presentare il tema della competenza musicale con una brevissima panoramica sulle più note metodologie didattiche, introducendo riferimenti bibliografici e dando parecchie indicazioni a siti e riviste (non vi saranno cenni alla metodologia della lettura relativa, che saranno presentati nel capitolo 4).
Per le armonie esterne ho scelto invece alcuni esempi tratti dal film Il concerto del registra rumeno Radu Mihăileanu (2009). Consiglio vivamente una visione complessiva del film: qui la storia , ma alcune precise sequenze del film evidenziano momenti in cui di certo le armonie esterne si manifestano in risultati musicali di grande interesse.
Armonie interne
Ecco alcuni esempi efficaci delle singole armonie:
RESPIRAZIONE
La respirazione nel canto. Cantare con il diaframma (Emanuele Taccardi)
POSTURA
La postura: piedi, gambe e bacino (Serena Ottaviani)
La postura: addome, collo e viso (Serena Ottaviani)
PERCEZIONE DI SE’
Qual è la nostra vera voce? (Emanuele Taccardi)
COMPETENZA VOCALE
L’uso della voce (Alejandro Jodorowsky)
COMPETENZA MUSICALE
Alla definizione di competenza musicale occorrerebbe dedicare più di un libro. In questa sezione dedicata alle proposte pratiche e ai consigli per eventuali approfondimenti mi limiterò invece ad alcune indicazioni.
Come punto di partenza propongo il pensiero che la competenza musicale non riguarda il solo “sapere di musica”, ma investe la formazione globale della persona e la conoscenza dei linguaggi espressivi. Mi riferisco innanzitutto alla cosiddetta “globalità dei linguaggi” e alla lezione di Gino Stefani e di Stefania Guerra Lisi (STEFANI 1982) (STEFANI-GUERRA LISI 2006). Il loro importante lavoro si è sviluppato negli anni investendo la pedagogia, i linguaggi artistici e le riflessioni sulla riabilitazione. Accanto alla globalità dei linguaggi possiamo citare, come introduzione al tema della percezione e della comprensione musicale (Audiation), la Music Learning Theory elaborata da Edwin Gordon (GORDON 2003).
Nel percorso di costruzione della competenza musicale è doveroso citare le metodologie storiche dell’educazione musicale (ricordo che si parlerà di lettura relativa più avanti quando si affronteranno le proposte del capitolo 4). Tra queste, la più diffusa è forse L’Orff-Schulwerk, che si caratterizza per un uso attento e raffinato della dimensione ritmica nel movimento, nella voce e nell’utilizzo degli strumenti. Tra le sue molte intuizioni e innovazioni, volte alla pratica musicale diretta e allo sviluppo delle capacità di musica di insieme e di improvvisazione, ricordiamo l’Orff-Schulwerk per l’utilizzo di uno strumentario a percussioni ricco e vario, con una importante elaborazione di materiali didattici. Nel percorso italiano della metodologia occorre citare le esperienze di Giovanni Piazza (PIAZZA 1979) e le realizzazioni del Progetto Orff-Schulwerk Italiano nato all’interno della Scuola popolare di musica Donna Olimpia di Roma.
Analoghe radici ha il Metodo Dalcroze, nato dalla proposta del compositore e pedagogista svizzero Émile Jaques-Dalcroze (DALCROZE 2008), che propose una metodologia euritmica basata sulla percezione e sull’insegnamento della musica attraverso il movimento (https://www.youtube.com/watch?v=IXvsCdac2U8 ). L’intuizione di Dalcroze si sviluppò soprattutto nell’ambito della danza e del balletto e oggi, tramite Istituti presenti in molti paesi, propone una sofisticata ed efficace elaborazione del metodo originario.
Le strade delle cosiddette metodologie storiche dell’educazione musicale si sono affinate negli anni, con la costituzione di Istituti e Scuole e con la produzione di moltissimo materiali didattico, ma si sono anche incontrate nel lavoro di molti musicisti e didatti che hanno operato per la diffusione della musica nel percorso scolastico. Tra i contributi più interessanti possiamo qui ricordare il contributo di Carlo Delfrati (DELFRATI 2005 e DELFRATI 2006) e le molte pubblicazioni che mirano allo sviluppo della creatività (SEGGI – BUCCINO 1995) (PAYNTER 1996) (HANSEN 1984)
Armonie esterne
La bella e impossibile favola degli orchestrali del Teatro Bolshoi costretti ad abbandonare la musica durante il regime sovietico, e che riescono con l’inganno a ottenere una scrittura al Théâtre du Châtelet per suonare il concerto di Tchaikovsky per violino e orchestra, ci mostra tanti esempi di armonie. La bella violinista Mélanie è costernata dalla prospettiva di doversi esibire insieme a questo gruppo di musicisti in disarmo, che non riescono neppure a organizzare una prova di insieme. La vediamo sull’orlo di abbandonare tutto; ma viene catturata dalla musica del primo violinista capace di improvvisare ciò che lei non è riuscita a raggiungere con lo studio (primo inserto). Segue un frammento della prova musicale, con un dialogo tra la solista e il direttore d’orchestra (Mélanie scoprirà alla fine del film che il direttore è in realtà suo padre), dove la vena comica e macchiettistica del regista esalta la contrapposizione tra metodo di studio e spirito creativo ( secondo inserto ). Il terzo estratto proposto è l’inizio del concerto vero e proprio: due strumentisti arrivano quando tutti sono già sul palco, e le prime note sono disastrose. Il pubblico sorride, gli orchestrali e il direttore sono imbarazzati e a disagio, la solista vorrebbe scomparire… Ma alle sue prime note parte un gioco di sguardi e di rassicurazioni, e la musica viene da sé. La temperatura emotiva sale e il pubblico inizia a sintonizzarsi con l’orchestra. Anche la solista si lascia andare, si volta verso l’orchestra per confermare l’intesa e si vedono gli strumentisti sempre più a loro agio e davvero “rinati alla musica” (terzo inserto, l’inizio del concerto).
In un film di alto livello, una vera creazione artistica a cavallo tra emotività e genialità, ho ritrovato una definizione piena delle armonie esterne.